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Progetto EPIC: il Porto di Viareggio in prima linea per recuperare le plastiche marine

Il progetto EPIC a Viareggio sperimenta soluzioni per recuperare le macro‑plastiche nei porti e trasformarle in materie prime seconde riutilizzabili.

L’iniziativa prende avvio nell’area portuale di Viareggio, dove SEA Ambiente S.p.A., partner di Confservizi Cispel Toscana, coordina le attività sperimentali nell’ambito del progetto pilota, integrandole nel percorso già avviato dall’Amministrazione comunale con “Verso rifiuti zero”.

SEA Ambiente è il gestore del servizio di igiene urbana sul territorio comunale di Viareggio e si occupa della raccolta, gestione e valorizzazione dei rifiuti, promuovendo al contempo pratiche sostenibili e modelli di economia circolare. Nel porto di Viareggio, l’Autorità Portuale regionale e la Capitaneria di Porto hanno partecipato attivamente alla definizione dei punti di intervento e alla collocazione delle attrezzature, fornendo indicazioni tecniche per garantire efficienza e sicurezza nelle operazioni.

Tra le tecnologie in prova ci sono i dispositivi installati in due aree del porto; questi cestini sono posizionati leggermente sotto il pelo dell’acqua e funzionano grazie a una pompa che crea un lieve flusso superficiale; lo strato esterno dell’acqua viene così convogliato verso il bordo del cestino, dove lo sfioro trattiene i rifiuti galleggianti, prevalentemente di matrice plastica.
Il flusso indotto è calibrato e agisce solo sulla superficie, in modo da non coinvolgere la fauna marina né disturbare gli organismi presenti a maggiore profondità.

I materiali raccolti saranno poi catalogati e analizzati per individuare fonti, composizione e quantità, consentendo di definire protocolli efficaci per la separazione, il recupero e la successiva valorizzazione.

Il cuore dell’intervento non si limita alla rimozione dei rifiuti: EPIC sperimenta procedure per trasformare le plastiche raccolte in materia prima seconda, studiando possibili applicazioni locali come la produzione di manufatti urbani, attrezzature portuali o materiali per l’edilizia leggera.

Accanto all’attività tecnica, il progetto promuove iniziative di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, alle associazioni e agli operatori portuali e diportisti, con l’obiettivo di ridurre il rilascio di rifiuti alla fonte e diffondere buone pratiche di comportamento.

I dati raccolti a Viareggio serviranno non solo per migliorare la qualità ambientale del porto e contenere il trasferimento di plastiche verso il mare aperto, ma anche come base per elaborare raccomandazioni operative replicabili in altri contesti transfrontalieri e per alimentare politiche locali e programmatiche di economia circolare.

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