Nato con l’obiettivo di restituire al territorio una risorsa ottenuta dal recupero della frazione organica, il Terriccio Buono è diventato in poco tempo qualcosa di più di un’iniziativa di distribuzione gratuita. Il progetto cresce e coinvolge sempre più realtà, trasformando il recupero di sfalci e potature in nuove opportunità per il territorio. Un esempio è stato la nascita del primo vivaio pubblico di Paulownia in Italia, all’interno del progetto Scapigliato Alberi: 1.100 talee, coltivate insieme al compost di Scapigliato in vasi realizzati con plastica riciclata, hanno dato vita a 210 piante già messe a dimora utilizzando il Terriccio Buono. Un percorso di economia circolare che unisce recupero della materia, crescita del verde e assorbimento della CO₂.

Il progetto guarda sempre avanti e si apre anche a nuove collaborazioni: il Terriccio Buono è stato infatti distribuito a scuole, associazioni e realtà impegnate nella cura di orti e spazi verdi condivisi, per iniziative diverse tra loro ma accomunate dalla stessa idea: dare nuova vita a una risorsa e restituirla alla comunità, sostenendo la cura del verde, la biodiversità, la socialità e la partecipazione. Le iniziative hanno coinvolto scuole dell’infanzia e nidi del territorio, dove il Terriccio Buono viene utilizzato per attività di giardinaggio e piccole coltivazioni, trasformando il recupero della frazione verde in un’occasione di educazione ambientale, manualità e cura del verde.

Il compost è arrivato anche in realtà impegnate nella valorizzazione degli spazi comuni e degli orti urbani, come il Circolo Arci Alberone di Pisa, dove il compost viene utilizzato per orti, fioriere, aiuole, vasi e coltivazioni di aromatiche e officinali, e all’Oliveta di Via Filidei, a Rosignano, nell’ambito di un percorso di collaborazione dedicato alla cura e alla valorizzazione dell’area. Anche sul fronte delle competenze e delle collaborazioni, il percorso continua a svilupparsi. Scapigliato è entrata a far parte del CIC – Consorzio Italiano Compostatori, rafforzando il proprio impegno sui temi del compostaggio e del recupero della frazione organica. E il progetto guarda già al futuro: tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 è prevista la produzione interna di Terriccio Buono, un passaggio importante che permetterà di consolidare ulteriormente l’attività, non solo come iniziativa di restituzione al territorio, ma come progetto articolato fatto di persone e nuove opportunità, che coinvolge comunicazione e sensibilizzazione ambientale, collaborazioni con il territorio, scuole e associazioni, investimenti costanti in attività promozionali e nuove prospettive di sviluppo. Un percorso che continua a crescere, con l’obiettivo di dare nuova vita a una risorsa e trasformarla in valore per il territorio.