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ERP in Toscana, Perini: “Rimettere al centro dell’agenda nazionale una politica strutturale per l’abitare”

Il Presidente di Confservizi Cispel Toscana relatore alla presentazione del rapporto “Abitare in Toscana” della Regione ed al convegno “La filiera della casa” di Fillea-CGIL

Doppio appuntamento con l’edilizia residenziale pubblica per il Presidente di Confservizi Cispel Toscana Nicola Perini, relatore a Firenze presso l’Istituto degl’Innocenti il 9 aprile alla presentazione del rapporto “Abitare in Toscana” della Regione, organizzato dall’Assessorato all’Edilizia Residenziale Pubblica e politiche per fronteggiare l’emergenza abitativa e gli sfratti dell’assessora Alessandra Nardini, ed il 14 aprile sempre a Firenze in Palazzo Medici Riccardi al convegno “La filiera della casa” di Fillea-CGIL.

Alla presentazione del rapporto regionale sulla condizione abitativa in Toscana, Perini ha commentato: “La casa è una infrastruttura sociale, ciò che tiene insieme la collettività, che permette alle persone di lavorare, studiare, costruire un progetto di vita. La sfida che abbiamo davanti è chiara: trasformare il tema dell’abitare da questione emergenziale a priorità strutturale delle politiche pubbliche. Come sistema delle aziende pubbliche siamo pronti a fare la nostra parte, con competenze, capacità gestionale e radicamento nei territori. Ma servono scelte forti, a tutti i livelli”.

Al convegno di Fillea-CGIL invece, dove il rapporto presentato da CRESME ha fotografato la situazione immobiliare in Toscana setacciando anche il settore dell’edilizia privata, oltre che di quella pubblica e sociale, così si è espresso il Presidente dell’Associazione: “Da un lato parliamo di un settore che produce valore, rendita e crescita, e dall’altro di un sistema che non riesce a garantire il diritto all’abitare, dunque siamo di fronte ad un grosso problema. Questa situazione si è creata perché il modello che si è affermato negli ultimi anni è stato fortemente sbilanciato. Lo si intuisce anche dal rapporto: la crescita recente del settore è stata trainata da strumenti straordinari, come gli incentivi fiscali, che hanno attivato investimenti importanti, ma prevalentemente nel comparto privato, mentre invece è mancata una strategia strutturale sull’edilizia pubblica. Come se fosse un settore residuale, mentre invece deve essere parte di una politica strutturale. Perché oggi il bisogno principale non è tanto costruire il nuovo, quanto riqualificare e valorizzare il patrimonio esistente. Abbiamo visto oggi che investire nella casa conviene, produce crescita, attiva filiere, crea lavoro. Ma non in modo equo, mentre occorre fare in modo che questo valore sia equo e accessibile. Ed è qui che il ruolo dei soggetti pubblici, delle aziende di servizio, dei territori, diventa decisivo. Senza una politica pubblica forte, il rischio è che il sistema continui a crescere, lasciando però indietro chi ha più bisogno”.

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